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  Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani  
Consorzio di tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Roero

Le Menzioni geografiche aggiuntive

Visualizza la mappa delle Menzioni Geografiche Aggiuntive

Le Menzioni Geografiche Aggiuntive sono previste dalla Legislazione sui vini a Denominazione di Origine come una possibilità per indicare zone più ristrette all’interno della Denominazione stessa. Nella zona del Barolo si è a lungo parlato delle cosidette “sottozone” ma queste possono essere normate dal Ministero dell’Agricoltura solamente se sono sufficientemente ampie, con parecchi produttori e se hanno caratteristiche decisamente differenti dall’area complessiva.

Sia pur impropriamente potremmo dire che le “sottozone” furono fatte quando il Nebbiolo del Piemonte fu suddiviso tra Gattinara, Barolo, Barbaresco, Ghemme. Lessona e via di seguito. Nella viticoltura di collina piemontese è sempre stato molto significativo il tipo di suolo ma anche la “posizione” del vigneto,cioè la sua esposizione.

L’insieme dei vari elementi ha consentito di definire alcuni nomi di Cascina o di Vigneto più importanti fin dai tempi di Vignolo-Lutati e poi con Renato Ratti per arrivare all’Atlante delle Vigne di Langa di Carlo Petrini. Per le più svariate ragioni storico-politiche e geografiche non si è mai potuto fare una vera classificazione sul modello dei “cru” francesi di Borgogna ma nel tempo si sono andati affermando “nomi” che comprendono le qualità del Terroir e quelle della Tecnica utilizzata in vigna ed in cantina nonché la capacità del Produttore di saper affermare sul Mercato il suo lavoro.

Questi Nomi Geografici Aggiuntivi alla Denominazione Barolo sono da molto tempo presenti sulle migliori Etichette ma l’assenza di un sistema che permettesse di evitare l’abuso del loro utilizzo ha spinto il Ministero (per tramite dell’ICQ-Istituto Controllo Qualità) a chiedere di definire esattamente i confini e gli ettari di ogni nome così da poterne conoscere la produzione ogni anno tramite la Dichiarazione Vendemmiale.

Questo lavoro è stato guidato dal Consorzio di Tutela in collaborazione con i Comuni e con la Provincia ma è durato anni perché si è trattato di tracciare confini e ordinare nomi che spesso avevano riferimenti di mappa imprecisi o erano contesi tra diversi proprietari o,ancora,potevano stringersi ed allargarsi secondo rivendicazioni storiche incerte. Lo stesso lavoro è stato fatto per il Barbaresco e si è concluso nel 2007, prima di quello del Barolo che è del 2010, perché si agiva su un territorio meno ampio.

Un lavoro simile fu fatto a Diano D’Alba negli anni ’80 partendo dall’espressione dialettale “sorì” e infatti è quello il terzo vino ad avere oggi ufficialmente le Manzioni Geografiche Aggiuntive. Il lavoro dovrà essere completato normando anche le menzioni geografiche aggiuntive degli altri vini a doc e docg della zona. La Menzione non è riservata solo al Vino, cioè se su quel terreno si coltivano altri prodotti agricoli anch’essi potranno beneficiarne a discrezione del proprietario.

La zona del Barolo possiede 181 Menzioni Geografiche Aggiuntive (di cui 11 comunali) approvate con il nuovo Disciplinare del 2010. La Menzione non è da confondersi con l’utilizzo del nome “Vigna” di seguito alla Denominazione perché in questo secondo caso siamo di fronte a quell’ultimo gradino della scala gerarchica delle Doc e Docg che per essere usato deve prevedere minor resa e maggior grado. Voleva essere la creazione di un “cru” all’italiana ma il suo uso si è esteso molto poco.

 

Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani
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