Langhe Vini

Nebbiolo

la regina delle uve nere

Nebbiolo

Germogliamento: Aprile
Fioritura: Giugno
Invaiatura: Agosto
Maturazione: Ottobre
Vendemmia: Seconda metà di ottobre
Allevamento e potatura: controspalliera con potatura lunga o mista

È il più antico vitigno autoctono a bacca nera del Piemonte, uno tra i più nobili e preziosi d’Italia. Il suo nome deriverebbe da “nebbia”: secondo alcuni perché i suoi acini danno l’impressione di essere “annebbiati”, ricoperti dalla pruina abbondante; secondo altri, invece, perché la maturazione tardiva dell’uva spinge la vendemmia al sorgere delle prime nebbie d’autunno.

Conosciuto anche come la “regina delle uve nere”, ha bisogno di cure attente e laboriose, per questo motivo la sua coltivazione ha vissuto periodi di splendore e di offuscamento, ma non è mai stata abbandonata dai viticoltori locali, consapevoli del pregio altissimo dei vini che se ne ricavano. È molto esigente in fatto di giacitura ed esposizione del terreno, lavorazioni e concimazioni. I suoli calcarei e tufacei sono l’ideale per questo vitigno che germoglia precocemente tra la metà e la fine del mese di aprile.

Giunge a maturazione piuttosto tardi rispetto ad altri, nella prima metà di ottobre. Abbastanza sensibile agli sbalzi improvvisi di temperatura, si avvantaggia delle oscillazioni tra giorno e notte in fase di maturazione ma la ricchezza di tannini della sua buccia richiede posizioni collinari ben esposte al sole, preferibilmente sudo sud-ovest, fra i 200 e i 450 m. s.l.m., al riparo dalle gelate e dai freddi di primavera.

Se ne ricavano vini forti e potenti, che spesso esprimono al meglio le loro caratteristiche in seguito a un lento invecchiamento
Il vitigno Nebbbiolo è caratterizzato da una spiccata sensibilità ai fattori sia climatici che di suolo, temperatura, ventosità, umidità, capacità idrica, calcare, tessitura. Per questo motivo, in un’area di pochi chilometri, è possibile produrre vini profondamente diversi.


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