Langhe Vini

Il profilo climatico è uno dei tre elementi che concorrono, insieme al suolo e alla mano dell’uomo, a determinare il risultato che possiamo apprezzare nel bicchiere.

L’areale langarolo è dominato da un clima temperato freddo subcontinentale con precise caratteristiche riscontrabili unicamente in questo territorio: l’effetto protettivo della catena alpina e dell’influenza di correnti miti e umide dal Mar Ligure infatti concorrono a determinare un contesto climatico unico in tutto il Piemonte.

La presenza di valli e colline a quote altimetriche diverse, così come le differenti esposizioni e ventosità, creano un’incredibile varietà di microclimi diversi. Di conseguenza si generano condizioni estremamente particolari che consentono all’uva di declinarsi in varie espressioni.
La zona del Dogliani è quella a clima più fresco, essendo maggiormente vicina alle Alpi, e connotata da strette e alte dorsali collinari rivolte verso la fredda pianura cuneese.

La zona del Barolo ha temperature intermedie, essendo posizionata in una particolare area protetta dai venti ma influenzata sia dalle correnti alpine che dalle risalite di aria calda e umida dalla valle del Tanaro. Le tre dorsali collinari che compongono la zona determinano una eterogeneità di paesaggi e, di conseguenza, microclimi.

La zona del Barbaresco è tendenzialmente più omogenea, con temperature più miti e precipitazioni meno abbondanti. Il paesaggio connotato da strette vallate genera una ventosità maggiore rispetto alle due zone precedenti.


Il suolo langarolo ha origine sedimentaria e marina, e deriva dall’antico bacino terziario piemontese.

A partire da circa 12 milioni di anni fa e fino a 5, durante il Miocene, sui fondali si andavano accumulando i sedimenti che oggi compongono le rocce stratificate della zona.

L’età va dal Langhiano (15,9-13,8 MA) al Serravalliano (13,8-11,6 MA) al Tortoniano (11,6-7,2 MA) per finire durante il Messiniano (7,2-5,3 MA). Durante questo lungo lasso di tempo le condizioni mutarono notevolmente sia come profondità del mare che come forma del bacino. La conseguenza è stata che le rocce hanno registrato questi cambiamenti mutando in composizione e tessitura e generando formazioni geologiche distinte:

  • Formazione di Murazzano (Langhiano-Serravalliano): composta da marne molto ricche di calcare e strati di sabbia fine. I terreni che si sviluppano su questa formazione sono molto calcarei, ricchi di limo e sabbia molto fine. Troviamo la Formazione di Murazzano soltanto alle quote maggiori dei comuni a sud di Clavesana e Belvedere Langhe.
  • Formazione di Lequio (Serravalliano): caratterizzata da un’alternanza tra strati di marna argillosa e, in misura minore, di sabbia. I suoli risultano quindi limosi con una discreta percentuale di argilla e sabbia e decisamente calcarei. Sono riscontrabili nella zona del Barolo nella parte centro meridionale di Serralunga, sul versante orientale di Monforte e a Barbaresco nella zona di San Rocco Seno d’Elvio e Treiso. Troviamo inoltre la Formazione di Lequio diffusamente anche nel Dogliani, nei comuni di Dogliani, Farigliano e Clavesana.
  • Arenarie di Diano (Tortoniano): strati sabbiosi originati da frane sottomarine. I suoli risultano quindi molto ricchi di sabbia, meno calcarei e a basso contenuto di argilla. Diffuse nelle zone di Monforte, Castiglione Falletto, Barolo, Diano d’Alba.
  • Marne di Sant’Agata Fossili (Tortoniano-Messiniano): è la formazione più comune e diffusa nella Langa del Barolo e del Barbaresco. Sono composte quasi interamente da strati marnosi con poca sabbia. I terreni presentano una percentuale importante di sedimenti fini, limo e argilla. Si suddividono ulteriormente in:
    1. Tipiche: composte quasi interamente da limo. Presenti nei comuni di Grinzane Cavour, Verduno, Santa Maria di La Morra e la parte più bassa di Castiglione Falletto e Serralunga d’Alba, Barbaresco e parte del comune di Neive.
    2. Con sabbie: caratterizzate da strati sabbiosi intercalati tra le marne. Diffuse nel Dogliani a Clavesana, Dogliani, Monchiero; nel Barolo a Monforte, Castiglione Falletto e Annunziata di La Morra; Nel Barbaresco presenti nella parte alta del comune di Barbaresco, Neive, Alba e la parte bassa di Treiso.
    3. Laminate: connotate da un’alta presenza di argilla. Presenti nella zona del Barolo nei comuni di Novello, La Morra e Verduno.
  • Conglomerati di La Morra (Messiniano): composti da grandi bancate di strati ciottolosi. Sono presenti solo nell’omonimo comune e generano suoli ricchi di ghiaia.
  • Formazione della Vena del Gesso (Messiniano): caratterizzata dall’alternanza tra marne argillose e strati di gesso in grandi cristalli. I suoli sono quindi simili a quelli delle marne di Sant’Agata Laminate ma arricchiti dal gesso che aumenta la fertilità del terreno. Si incontra sul versante ovest della collina di La Morra e Verduno.
  • Formazione di Cassano Spinola (Messiniano): distinta in due aree tra il comune di La Morra e Verduno. La prima composta da sabbie con pochissimo calcare, la seconda più marnosa e simile alle Marne di Sant’Agata Laminate.
  • Marne Plioceniche: Presenti unicamente ina una piccola porzione del comune di Cherasco e connotate da una distribuzione equilibrata tra sabbia, limo e argilla e una quantità inferiore di calcare.