Langhe Vini

Vitigni

un’identità precisa e riconducibile

I vini delle Langhe possiedono un’identità territoriale precisa e riconducibile al terroir d’origine, che raggiunge la massima espressione con la tradizionale vinificazione in purezza che origina vini mono-vitigno di forte personalità e l’origine autoctona di questi stessi vitigni.

I classici Nebbiolo, Barbera, Dolcetto, Arneis e Pelaverga ma anche Favorita o Freisa, sono da sempre varietà presenti nel Piemonte meridionale e parte essenziale dell’agricoltura e dell’economia locale. Nella fascia di terra attraversata dal fiume Tanaro questi vitigni hanno trovato la collocazione geografica ideale per svilupparsi, grazie a un’alchimia unica.

Gli antichi vitigni autoctoni attorno a cui da secoli ruotano la vita contadina e i commerci del Sud Piemonte sono considerati talmente preziosi che oggi i declivi vitati di Langa, Roero e Monferrato sono divenuti patrimonio mondiale dell’Umanità sotto la tutela dell’Unesco.

In Langa i vitigni tradizionali più diffusi sono il Nebbiolo, il Dolcetto, il Barbera, il Moscato(in quantità inferiori il Pelaverga, la Freisa, la Favorita e la Nascetta) mentre quelli internazionali più rappresentati sono lo Chardonnay, il Sauvignon, il Cabernet Sauvignon, il Merlot e poco altro.

Il sistema Guyot Nelle Langhe il sistema di allevamento e potatura della vite più diffuso in assoluto è il “Guyot”. Si tratta di una controspalliera a ridotta espansione che origina i classici filari e si presta a terreni di scarsa fertilità, spesso siccitosi e ripidi di collina. La potatura comporta un capo a frutto di 6-10 gemme da piegare ad archetto o orizzontalmente in direzione del filare e uno sperone di 1-2 gemme per i rinnovi delle annate successive. Nel Guyot classico i sesti d’impianto sono variabili, potendo andare da 2,40- 2,80 metri tra i filari e 80-100 centimetri sulla fila, in dipendenza della vigoria, della combinazione vitigno-portainnesto e della fertilità del terreno. Ha una struttura semplice che facilita le potature.

Fra i suoi vantaggi: una buona possibilità di meccanizzazione delle potature verdi, ottima esposizione fogliare, adeguata fittezza di impianto, buona qualità della produzione, stimolazione vegetativa per i vitigni più deboli. Per contro, è necessario rinnovare annualmente il tralcio di potatura, con successiva legatura; i grappoli sono molto esposti al sole, pertanto possono presentare problemi per il controllo della maturazione nei vitigni precoci e per il rischio di scottature. Negli ambienti freschi e con innesti vigorosi presenta un’eccessiva stimolazione vegetativa, che costringe a potature verdi frequenti.