ARNEIS

Il bianco scapestrato

L’origine di questo vitigno a bacca bianca, il cui nome nel dialetto locale significa “birichino” o “scapestrato”, si perde nella notte dei tempi: alcuni documenti lo legano, fin dal Quattrocento, al Roero, oggi terra privilegiata per la sua coltivazione. Dopo aver prosperato lungo i secoli, questo vitigno venne fatalmente colpito dalla crisi della viticoltura e dallo spopolamento delle campagne a cavallo delle due guerre mondiali.

Alla fine degli anni Sessanta era ridotto a pochi filari sparsi tra quelli di Nebbiolo, perché i suoi acini dolcissimi e di precoce maturazione tenevano lontani gli uccelli dalle uve nere, più remunerative. È stata l’intuizione imprenditoriale di alcuni produttori a imporre un bianco di valore in una terra che sembrava destinata solo ai vini rossi e a ridare visibilità e prestigio a questo vino.