Pelaverga

La regina delle uve nere

Vitigno prestigioso di illustre memoria storica e forse anche un po’ misteriosa in quanto, per molto tempo, si è creduto che fosse stato portato dalle colline del Saluzzese agli inizi del Settecento dal Beato Valfrè, sacerdote nativo di Verduno e cappellano alla corte sabauda di Vittorio Amedeo II, e che fosse lo stesso vitigno da cui si ricavava quel vino così prezioso che la marchesa di Saluzzo, Margherita di Foix, inviava al papa Giulio II per ottenerne i favori.

Solo a metà degli anni Ottanta si è cominciato a capire che forse potevano esistere differenze notevoli fra il vitigno del saluzzese e quello coltivato nelle terre di Verduno e dintorni. Uno studio più approfondito ha individuato in questa varietà caratteristiche ampelografiche, agronomiche ed enologiche proprie, tanto da farne una cultivar a sé stante, a cui è stato dato il nome di Pelaverga Piccolo agli inizi degli anni Novanta. Trascurata a lungo, ha ritrovato l’interesse di alcuni viticoltori locali intorno agli anni Settanta. Oggi riscuote successo grazie all’attenzione sempre maggiore per i vitigni autoctoni e perché sa offrire un vino particolarmente originale dal caratteristico aroma speziato.